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Consigli del mese di Novembre

La progettazione e installazione di impianti a rete antigrandine, impianti di irrigazione con fertirrigazione, impianti di vigneti e frutteti hanno l’obiettivo principale di dare supporto all’agricoltura e migliorare la competitività e la qualità del prodotto agricolo romagnolo.
Nella nostra regione e in particolare nella nostra zona, si va sempre più incontro a situazioni di reimpianti. La mancanza di terreni vergini nelle zone a vocazione frutticola aggrava la problematica del reimpianto del pesco o delle rotazioni strette (pesco dopo melo e pero, kiwi dopo pesco o vite, ecc.) . La presenza di terreni affetti da stanchezza (carenza di sostanza organica, accumulo nel tempo di tossine e di funghi patogeni dell’apparato radicale come Armillaria mellea, Phitoptora,ecc.), provoca la morte delle piante già nei primi anni di vita dell’impianto con vistosi cali produttivi non tollerabili dalla moderna frutticoltura industriale; la mancanza di portainnesti resistenti nel ristoppio del pesco o di soluzioni innovative nel kiwi quando questo viene messo a dimora in terreni stanchi, ad esempio dopo coltivazioni di pesco e vite, aggrava la situazione.

Una soluzione provvisoria a questo problema, prevede l’impiego di Cloropicrina (come alternativa al Bromuro di Metile), da applicare in questo periodo dell’anno con grado di umidità del terreno ottimale. Il prodotto viene distribuito da ditte specializzate che utilizzano, per migliorare l’attività fumigante del prodotto, una copertura di nylon dopo il trattamento.
La copertura del terreno dovrà durare per circa 3 mesi, per poi essere tolta e lasciare spazio al nuovo frutteto o vigneto.
La Cloropicrina sviluppa anche un effetto erbicida, donando maggior vigore e sviluppo radicale alla pianta nei primi anni di insediamento.
Occorre mettere in atto delle misure agronomiche preventive che, in funzione delle esperienze fatte negli ultimi anni, consentono un miglioramento importante della situazione.
I consigli tecnici che ci sentiamo di dare a coloro che comunque intendono realizzare nuovi impianti su questi terreni, sono:
In pretrapianto distribuire l’ammendante organico a 10-12 q.li per ettaro più del triplo umato 4-5 q.li per ettaro, interrato all’aratura.
L’impiego di ammendanti organici arricchiti con funghi simbionti endomicorrizici, batteri e funghi antagonisti dell’Armillaria (Bacillus S e Trichoderma) consente un buon equilibrio microbiologico nel suolo con favorevoli condizioni di vita del giovane frutteto.
Misure agronomiche integrative importanti sono anche la raccolta delle radici del vecchio impianto l’esecuzione dello scasso con rivoltamento dello strato superficiale del terreno e una corretta sistemazione idraulica (fossi e drenaggio).
A seguire, nella buca o solco delle vecchie radici raccolte, si consiglia di mettere il prodotto MICOSAT F a dose di 80-120 kg per ettaro, il massimo dei dosaggi nei casi gravi di attacchi di Armillaria mellea.
Per mantenere nel terreno una buona attività microbiologica e quindi favorire ottime condizioni di vita alle piante, ogni anno alla ripresa vegetativa (aprile e/o settembre) apportare con barre da diserbo o assolcatore il MICOSAT DP 10 in dosi di circa 5-6 kg per ettaro e aggiungere il Nutribacter in quantità non inferiori ai 6 litri per ettaro.
Nel periodo autunnale e invernale, in particolare per la coltura del kiwi, viene consigliato l’utilizzo del KI-COAT FA 400 gr. (tessuto non tessuto) da avvolgere attorno al tronco della pianta per i primi 60 +/- 80 cm, per coprire al meglio il colletto, molto sensibile alle basse temperature.

Per la riduzione dell’impatto ambientale di prodotti utilizzati in agricoltura, Idrologica s.r.l. si sta organizzando per un ritiro di manichetta (ala leggera) dalle aziende agricole, contattando ogni cliente a cui è stato fornito il materiale.
L'esperienza e la cordialità dei tecnici specialisti di Idrologica sono sempre a disposizione dell'agricoltura romagnola.